Il 17 marzo 1976 scompare Luchino Visconti “maestro di bellezza e intensita”

Muore a Roma Luchino Visconti. Milanese di nascita, si trasferisce a Roma, nel 1939, e comincia a frequentare gli artisti che si raccolgono intorno alla rivista “Cinema”, sulla quale pubblica il suo primo celebre articolo intitolato “Cadaveri”.

Tra il 1942 e il 1943, gira “Ossessione”, uno dei primissimi esempi del nascente neorealismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipa attivamente alla Resistenza: sarà arrestato e torturato. Dopo la guerra, prosegue la sua carriera cinematografica con “ La terra trema”, “Bellissima”, “Senso”. Nel 1963, gira “Il Gattopardo”, affresco storico di un’epoca, tratto dal romanzo di Tomasi di Lampedusa: il film vince la Palma d’Oro a Cannes.

Un ictus lo colpisce durante la lavorazione di “Ludwig”, ultimo dei 3 film che compongono la cosiddetta Trilogia Germanica. “Gruppo di famiglia in un interno” del 1974 e “L’innocente” del 1976 saranno i suoi ultimi lavori.

Luchino Visconti di Modrone, conte di Lonate Pozzolo, è stato un regista e sceneggiatore italiano. Per la sua attività di regista cinematografico e teatrale e per le sue sceneggiature, è considerato uno dei più importanti artisti e uomini di cultura del XX secolo.

È ritenuto uno dei padri del neorealismo italiano, ha diretto numerosi film a carattere storico, dove l’estrema cura delle ambientazioni e le ricostruzioni sceniche sono state ammirate e imitate da intere generazioni di registi.

Il 16 marzo 1978 le brigate rosse rapivano Aldo Moro

La mattina del 16 marzo 1978 alle 9.02 del mattino, in via Fani all’incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando delle brigate rosse, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e uccide i cinque componenti della scorta.

Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Giulio Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti. Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia per l’Italia intera.

La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR.

Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio: una telefonata del brigatista Morucci avverte che il cadavere di Moro si trova nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in Via Caetani a pochi passi da via Botteghe Oscure  sede del partito comunista  e della sede della DC.

La tecnica utilizzata per l’agguato fu quella denominata «a cancelletto», utilizzata in precedenza anche dall’organizzazione terroristica tedesca RAF. La tecnica prevedeva di intercettare una colonna di automobili attraverso il blocco di quella di testa, immobilizzando poi la colonna bloccando l’auto di coda.

La colonna con Aldo Moro era composta da due auto: quella su cui viaggiava l’uomo politico e quella di scorta, che lo seguiva. Il piano venne attuato da 11 persone (come emerse dalle indagini giudiziarie, ma il numero e l’identità dei reali partecipanti è stato messo più volte in dubbio e anche le confessioni dei brigatisti sono state contraddittorie su alcuni punti

il 15 marzo 1975 finisce la leggendaria esistenza di Aristotele Onassis

Muore Aristotele Onassis, l’armatore greco dalla vita leggendaria: amante di Maria Callas, sposa  Jacqueline Kennedy. proprietario di un immenso impero economico.

Nato a Smirne, da una famiglia turca di umili origini, Onassis abbandona la Turchia durante la rivoluzione di Ataturk e inizia a far fortuna in Argentina. Nel 1932, in piena depressione economica, acquista navi mercantili a prezzi bassissimi, iniziando la sua attività di armatore divenendo proprietario di un immenso impero economico.

Nel 1957 acquista il controllo della compagnia aerea “Olympic Airways”.

Sfortunato come padre, perde entrambi i figli avuti dal primo matrimonio con la bellissima Tina Livanos: Alexander muore in un incidente aereo e Christina si suicida durante una delle sue frequenti crisi depressive.

Aristotele Onassis morì  a Neuilly-sur-Seine  dopo un intervento resosi necessario a causa di un’infezione. Pochi giorni prima aveva ricevuto un’ultima visita della Callas al suo capezzale.

La sua fortuna fu stimata nel 1975 in circa 500 milioni di dollari del tempo, pari oggi a circa 2,133 miliardi di dollari.

Onassis è stato il proprietario del Criastina O, considerato uno degli yacht più lussuosi del mondo e anche di un’isola chiamata Skorpios, non visitabile, nella quale è stato sepolto.

Il 14 marzo 1972 La tragica morte di Giangiacomo Feltrinelli

Il 14 marzo 1972, l’editore Giangiacomo Feltrinelli, fondatore dei Gruppi d’Azione Partigiana, rimane ucciso in una esplosione vicino a un traliccio dell’alta tensione a Segrate, alla periferia di Milano.

Giangiacomo Feltrinelli, soprannominato «Osvaldo», è stato un editore, attivista e partigiano italiano. Partecipò molto giovane alla Resistenza e fu fondatore della casa editrice Feltrinelli e, nel 1970, dei GAP, una delle prime organizzazioni armate di sinistra della stagione degli anni di piombo.

Sulla cause della sua morte non è mai stata fatta del tutto luce. Alcuni dicono che stesse preparando un’azione di sabotaggio, altri che sia stato assassinato della CIA in accordo con i servizi segreti italiani.

La tesi dell’omicidio è sostenuta, a caldo, da un manifesto, firmato fa gli altri da Camilla Cederna ed Eugenio Scalfari. Uno dei grandi successi editoriali di Feltrinelli era stato la pubblicazione del “dottor Zivago” di Pasternak e del “Gattopardo” di GiuseppeTomasi di Lampedusa. 

Il 13 Marzo del 1972 Enrico Berlinguer viene eletto segretario del PCI

Il 13 Marzo del 1972 al 13° congresso del PCI Enrico Berlinguer è eletto segretario nazionale.

Nel suo discorso conclusivo, Berlinguer afferma che bisogna giungere a “un superamento graduale, fino alla liquidazione, dei blocchi contrapposti”, riconoscendo così, per la prima volta, la necessità di smantellare il Patto di Varsavia.

Giocò un ruolo di grande importanza nel movimento comunista internazionale con l’avvio di un processo di distanziamento dall’Unione Sovietica e l’elaborazione di un modello alternativo che prese il nome di eurocomunismo Nello scenario nazionale, teorizzò e tentò di realizzare, collaborando con Aldo Moro, il compromesso storico, non ebbe mai l’appoggio nè della sinistra estrema nè dell’ala dc della destra, quella di Andreotti per intenderci.

Il 28 novembre 1980, Berlinguer annunciò dopo otto anni di voler abbandonare la linea del compromesso storico per abbracciare quella dell’«alternativa democratica», che escludesse la DC.

È ricordato inoltre per aver sollevato la questione morale relativamente alle modalità di gestione del potere da parte dei partiti politici italiani.

In una intervista rilasciata a Scalfari nel 1980 dichiarava:

«I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. […] Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti».

«I partiti sono diventati macchine di potere», «I partiti non fanno più politica», «I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia

Mantenne il ruolo di segretario fino alla prematura scomparsa, avvenuta dopo un malore sopraggiunto durante un comizio.

Il 12 marzo 1921 nasce Gianni Agnelli “uomo simbolo del capitalismo italiano”

Il 12 marzo 1921 nasce  a Torino Gianni Agnelli “uomo simbolo del capitalismo italiano”.

Giovanni Agnelli, detto Gianni e noto anche come l’Avvocato, è stato un imprenditore e politico italiano, principale azionista e amministratore al vertice della FIAT, nonché senatore a vita.
Capo dell’azienda di famiglia, la Fiat, per 40 anni, a partire dal 1966, diventa il simbolo del capitalismo italiano. L’azienda conosce grandi successi economici, supera crisi l’autunno caldo del 1969, accoglie la marcia dei quarantamila ‘colletti bianchi’, nel 1980, rimanendo sempre protagonista dell’economia e, indirettamente, anche della politica italiana.

L’altra grande passione dell’Avvocato è la Juventus, la ‘Signora del calcio’, di cui dal 1947 è Presidente.

Agnelli muore nel 2003 a Torino dopo una lunga malattia. 

Il 10 marzo 1975 nasce Radio Milano, la prima radio libera

Nasce a Milano la prima radio libera italiana.

I fondatori, i fratelli Angelo e Rino Borra e i fratelli Piero e Nino Cozzi, tutti ventenni, la chiamano Radio Milano International perché si ispirano alle radio libere straniere e sono a favore dell’internazionalizzazione della musica.

La radio trasmette direttamente dalla camera di Piero; i dischi e le voci sono quelli dei 4 ragazzi. Dopo poche settimane, grazie al passaparola, a Milano sono moltissimi ad ascoltarla.

Radio Milano International è una novità dirompente nel panorama radiofonico, dominato fino a quel momento dalla Rai, e apre la strada al processo di liberalizzazione delle trasmissioni via etere.

Il 9 Marzo 1994 scompare Charles Bukowski “poeta undergound”

Il 9 Marzo 1994 scompare  a San Pedro lo scrittore Charles Bukowski nato Heinrich Karl Bukowski il “poeta undergound”.

Accostato spesso alla beat generation per il suo atteggiamento anticonformista e per lo stile disadorno, Bukoswki ha sempre rifiutato ogni etichetta e dichiarato apertamente d’ispirarsi, per i suoi libri, solo alla sua città.

“Bukowski scrive moltissimo: centinaia di poesie, racconti e sei romanzi. Tra i suoi lavori più famosi “Factotum”, “Storie di ordinaria follia”, “Post office”.

Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo 1994, all’età di 73 anni, muore stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp.[5][11] I funerali furono officiati da monaci buddisti, alla cui disciplina spirituale si era avvicinato negli ultimi anni.Un resoconto della cerimonia può essere trovato nel libro di Gerald Locklin, Charles Bukowski: A Sure Bet.

La sua lapide recita: “Henry Charles Bukowski – Hank – Don’t Try – 1920-1994“, e sotto appare l’incisione raffigurante un pugile. La scritta “Don’t Try” (Non provare) è una frase che usa in una delle sue poesie, consigliando gli aspiranti scrittori e poeti riguardo l’ispirazione e la creatività. Bukowski spiega la frase in una lettera del 1963.

« Qualcuno in uno di questi posti… mi chiese: “Cosa fai? Come scrivi, come crei?” Non lo fai, gli dissi. Non provi. È molto importante: non provare, né per le Cadillac, né per la creazione o per l’immortalità. Aspetti, e se non succede niente, aspetti ancora un po’. È come un insetto in cima al muro. Aspetti che venga verso di te. Quando si avvicina abbastanza, lo raggiungi, lo schiacci e lo uccidi. O se ti piace il suo aspetto ne fai un animale domestico. »

8 Marzo: Giornata Internazionale delle donne. Una storia lunga 100 anni

Per molti  l’8 marzo è l’anniversario di alcune donne morte in una fabbrica nel 1908 in America che protestavano per i loro diritti, per questo furono chiuse dentro dal loro padrone e morirono bruciate vive, in realtà nessuna fabbrica prese fuoco e nessuna donna morì bruciata l’8 marzo 1908. Semmai il 25 marzo 1911 vi fu una tragedia l’incendio della fabbrica Triangle, nel quale morirono 146 donne e 25 uomini.

Quando la verità storica emerse, si tentò di retrodatare l’origine della festa al giorno 8 marzo 1857. Anche questo risultò essere falso. Quindi, si cercò di attribuirla ad una carica della polizia contro donne in sciopero l’8 marzo 1848, ma fu solo l’ennesimo falso storico.

Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli 70 e gli anni 80 abbiano dimostrato l’erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.

Nella realtà la festa dell’8 marzo è stata imposta dal dittatore comunista sovietico Vlamidir Lenin e dalla femminista Alexandra Kollontai per far credere alle lavoratrici di essere state liberate dalla schiavitù capitalistico-patriarcale. La festa venne poi ufficializzata dal Soviet Supremo “per commemorare i meriti delle donne Sovietiche nella costruzione del Comunismo”.

In Italia, la festa venne introdotta nel 1922 dal Partito Comunista che pubblicò sul periodico “Compagna” un articolo secondo il quale Lenin proclamava l’8 marzo come “Giornata Internazionale della Donna”.

La festa cadde in disuso, e venne reintrodotta l’8 marzo 1945 dall’UDI ‘Unione donne italiane’, organizzazione composta da donne appartenenti al PCI e ad altri partiti di sinistra. Periodo in cui fu concesso alle donne  il diritto di voto.

Nella realtà storica, esiste una vera violenza contro donne ed un vero incendio accaduti l’8 marzo del 2000, quando un gruppo di femministe coperte da passamontagna diede fuoco alle croci di una Chiesa di Montreal, sporcando le mura e l’altare con graffiti che proclamavano “No Dio, no padroni”. Le femministe sparsero addirittura assorbenti sporchi e preservativi, distrussero inni e testi sacri, spinsero e fecero cadere a terra altre donne anziane colpevoli di essere contrarie.

Con la risoluzione 3010 (XXVII) del 18 dicembre 1972 ricordando i 25 anni trascorsi dalla prima sessione della Commissione sulla condizione delle Donne (svolta a Lake Success, nella Contea del Nassau tra il 10 ed il 24 febbraio 1947 .

Nel 1975 l’ONU proclamò “Anno Internazionale delle Donne“. seguito,  dalla proclamazione del “Decennio delle Nazioni Unite per le donne: equità, sviluppo e pace” (“United Nations Decade for Women: Equality, Development and Peace“, 1976-1985).

Il 16 dicembre 1977 con la risoluzione 32/142l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite  propose ad ogni paese, nel rispetto delle tradizioni storiche e dei costumi locali, di dichiarare un giorno all’annoGiornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale” (“United Nations Day for Women’s Rights and International Peace“) e di comunicare la decisione presa al Segretario generale.

Adottando questa risoluzione, l’Assemblea riconobbe il ruolo della donna negli sforzi di pace e riconobbe l’urgenza di porre fine a ogni discriminazione e di aumentare gli appoggi a una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del loro paese. L’8 marzo, che già veniva festeggiato in diversi paesi, fu scelta come la data ufficiale da molte nazioni.

In Italia il simbolo è la mimosa; in paesi con climi più freddi il simbolo è un nastro viola, in quanto è stato fatto credere che le inesistenti lavoratrici bruciate producevano panni viola.

(Fonti storiche Wikipedia)

Insomma, cento anni di storia che ricostruiscono il ruolo importante della donna nella società, una giornata che è molto più che un ramo di mimosa e un’uscita con le amiche usanze figlie del consumismo. Essere donna non è prevaricazione, volgarità, eccesso, ma grazia, dolcezza, intelligenza, determinazione, culto della bellezza intesa in ogni sua forma, il femmineo per eccellenza, non è competizione con l’uomo ma integrazione con esso nel rispetto dei ruoli naturali, perché ogni uomo nasce dal ventre di una donna ed è attraverso lei che diventa tale ovvero “un uomo”.

Che sia dunque, oggi un momento di riflessione e di importante valenza politica e sociale, dal quale partire per costruire giorno dopo giorno la società civile e da tramandare da madre in figlia.

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Il 6 marzo 1927 nasceva Gabriel Garcia Marquez “il maestro del realismo magico”

Il 6 marzo 1927 nasceva ad Aracataca, in Colombia Gabriel Garcia Marquez “il maestro del realismo magico”

Grande scrittore, esponente del cosiddetto realismo magico, nei suoi racconti, la cui trama spesso s’intreccia su piani temporali paralleli, riesce a fondere realtà e fantasia, storia e leggenda.

Marquez pubblica nel 1967 “Cent’anni di solitudine”, la sua opera più nota. Seguono, negli anni ’70 e ’80, altri romanzi di grande successo come “L’autunno del patriarca”, “Cronaca di una morte annunciata”, “L’amore ai tempi del colera”.

Il successo di Marquez ha contribuito a rilanciare in tutto il mondo l’interesse per la letteratura latinoamericana. Nel 1982, l’Accademia reale di Svezia gli attribuisce il Premio Nobel per la Letteratura.

“Il colonnello Aureliano Buendía comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine.”

Marquez muore a Città del Messico il 17 aprile 2014.

ACIREALE DEDICA UNA PIAZZA A PEPPINO IMPASTATO. LA CERIMONIA DI INTITOLAZIONE ALLA PRESENZA DEL NUOVO QUESTORE E DEL NUOVO PREFETTO

La giovinezza uccisa dalla mafia e dall’indifferenza. PIAZZA PEPPINO IMPASTATO –SICILIANO- Vive ogni giorno nel coraggio e nella bellezza”, si legge nella targa apposta nella piazza antistante l’ex convento dei Padri Cappuccini.

La Città di Acireale ha voluto dedicare una piazza del centro, luogo di aggregazione cittadino, al giornalista e attivista siciliano, vittima della mafia.

“UNA PIAZZA PER PEPPINO- ACIREALE, 3 MARZO 2017 – LE SUE PAROLE VIVONO” è stato anche il primo evento del programma de Le Giornate della Cultura.

La giornata è iniziata al Liceo Archimede con un momento di riflessione che ha coinvolto attivamente gli studenti dei licei acesi, che presenteranno i loro lavori creati nel percorso didattico di Educazione alla Legalità. Interlocutori dei ragazzi sono stati presenti il giornalista Riccardo Orioles e l’attore David Coco, ala presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione Adele D’Anna.

Nel pomeriggio si è svolta l’attesa Cerimonia di intitolazione di “Piazza Peppino Impastato”. Un momento molto sentito da tanti cittadini, dall’amministrazione comunale, da rappresentanti della società civile, del mondo politico, del consiglio comunale. Presenti li vertici delle forze dell’ordine, tra cui il nuovo questore di Catania Giuseppe Gualtieri e il nuovo prefetto Silvana Riccio.

Sul palco, ad introdurre gli interventi, il componente della Commissione Toponomastica del comune di Acireale, Saro Patanè.

«La mafia, questa “montagna di merda”, è entrata nelle nostre case ha violato i nostri affetti, la nostrà intimità, la nostra libertà. Peppino ha avuto il coraggio di ribellarsi al suo destino. Ha scelto di non percorrere i cento passi che lo separavano dalla casa di Tano Badalamenti. Ha dimostrato che in Sicilia non si nasce e si muore per forza mafiosi. Aveva ragione Giovanni Falcone, la mafia è un fatto umano che nasce, si sviluppa, ma è destinato a morire. Peppino ha sacrificato la sua vita per riscattare questa terra, per far morire la mafia. Con lui è morta ogni complicità, è morta l’omertà. Hanno vinto il coraggio, la bellezza e la libertà. Oggi Acireale vuole ricordarlo con un’intitolazione perenne. E’ un messaggio a ciascuno di noi, affinchè non abbassi la guardia, lotti ogni giorno per affermare con le azioni e i comportamenti la legalità. Piazza Peppino Impastato significa credere che questa terra sia destinata a cambiare», ha detto il sindaco Roberto Barbagallo.

«Se questa classe politica acese, questa Amministrazione comunale, non si fosse distinta dentro e fuori gli uffici pubblici con atti reali nella lotta all’illegalità diffusa e compiacente che c’era in questa città, oggi avrebbe poco diritto a rivendicare il merito di questo tributo ad una vera vittima della mafia e non avrebbe autorevolezza di proporla come monito ed esempio per il presente e il futuro. Ringrazio i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine e della Prefettura qui presenti, perché insieme le istituzioni non possono perdere e quando vinciamo tutti come cittadini e come comunità. L’essere fronte unico e compatto è l’arma letale contro la delinquenza organizzata. Non siamo stati nell’oblio. Abbiamo fatto solo il nostro dovere, certo abbiamo subito anche minacce e ritorsioni, ma siamo andati in Commissariato in Procura, in Caserma a fare i nomi ed i cognomi, come faceva Impastato sempre. I nomi li abbiamo fatti anche sui giornali. Gli enormi successi della magistratura e delle forze dell’ordine negli ultimi due anni con la prima, la seconda e la terza fila della mafia locale in galera ci riempiono tutti di soddisfazione. Oggi non girano più per strada “l’africano”, “u vitraru”, u’nfimmeri”, tutti i capetti che ci hanno angustiato e in qualche modo sottratto la libertà, che oggi riconquistiamo anche simbolicamente con l’intitolazione di questa piazza. Oggi c’è una città abbondantemente ripulita e un fronte compatto contro ogni forma d’illegalità», ha detto il segretario regionale di Sicilia Futura Nicola D’Agostino.

Il nuovo prefetto di Catania Silvana Riccio ha ringraziato i cittadini e il sindaco per l’intitolazione di Piazza Peppino Impastato:

«Io, il questore, il comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanza non potevamo non essere presenti a fianco al sindaco di Acireale. Perseguiamo lo stesso obiettivo e lo Stato sarà sempre a fianco ai sindaci che sono in prima linea nel territorio. L’intitolazione di una piazza a una figura come Impastato, serve anche come ricordo e la memoria è importante, dà un senso di appartenenza, crea dei rapporti, è un simbolo. Oggi le forme della mafie sono molto più sotterranee e trasversali e i simboli devono essere ben in evidenza e devono essere rispettati».

Prima dello svelamento della targa è intervenuto Claudio Fava, vice presidente della Commissione Nazionale Antimafia, che ha tratteggiato la figura del trentenne Impastato e le trasmissioni di Radio Aut: «La Camera ha approvato nei giorni scorsi l’istituzione della Giornata della memoria delle vittime di mafia, ma ho paura della parola memoria, che serve solo se insegna, si nutre di fatti, scelte e comportamenti, se sa dimostrare di giorno in giorno da che parte si sta. Sono contento di avere conosciuto il nuovo questore e il nuovo prefetto in un’occasione informale, che parte da un segno doloroso della storia della Sicilia, ma che lo racconta in modo vivo, determinato e appassionato come Peppino avrebbe voluto. Siamo qui con lui per dire che questa piazza è un atto di verità e sostanza e forse anche il piacere di una risata che si unisce alle altre e ci aiuterà a liberarci dalle mafie».

La serata si è conclusa con la recita di una poesia di Nicola Raciti e la rassegna musicale “Una nota per Peppino”.

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Il 5 marzo 1922 nasceva Peir Paolo Pasolini “lo scrittore corsaro”

Nasce a Bologna Pier Paolo Pasolini.Pier Paolo Pasolini è stato un poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, attore, paroliere, drammaturgo e giornalista italiano, considerato tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo.

Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, non solo in lingua italiana, ma anche friulana Amato e odiato per la radicalità dei suoi giudizi, spesso sopra le righe, e per le sue aspre denunce dei costumi e delle ipocrisie borghesi.

Omosessuale dichiarato, viene brutalmente ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 ad Ostia da un “ragazzo di vita” con cui s’era appartato. La dinamica della morte di Pasolini conserva ancora molti aspetti non del tutto chiari.

Le opinioni sulla sua morte ad oggi sono divisi a metà, una sinistra che lo vuole a tutti i costi “martire laico di complotti politici”, ed un’altra scuola di pensiero che invece, conoscendo la sua omosessualità vissuta con una forte inclinazione alle pratiche sadomaso, lo considera artefice della sua stessa morte.

Scrive Federico Zeri -«Secondo me c’è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt’e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi».

Il 4 Marzo 1943 nasceva Lucio Dalla il cantautore eclettico

Lucio Dalla nasce a Bologna il 4 marzo 1943 “il cantautore eclettico”, musicista cantautore e attore italiano, di formazione jazz è stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani.

Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti, si è addentrato con curiosità ed eclettismo nei più svariati generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale.

Autore inizialmente solo delle musiche, si è scoperto in una fase matura, anche paroliere e autore dei suoi testi.Nell’arco della sua lunghissima carriera, che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha sempre suonato il pianoforte il sassofono e il clarinetto strumenti, questi ultimi due, da lui praticati fin da giovanissimo.

La sua copiosa produzione artistica ha attraversato numerose fasi: dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore arrivando a varcare i confini dell’opera e della musica lirica.

Conosciuto anche all’estero, alcune delle sue canzoni sono state tradotte e portate al successo in numerose lingue.

Muore a Montreux il 1 Marzo del 2012 colto da un infarto, sulla lapide è incisa l’ultima frase della sua canzone “Cara“: “Buonanotte, anima mia, adesso spengo la luce e così sia”.

Lucio Dalla lascia un ingente patrimonio stimato in circa 100 milioni di euro e composto dai diritti d’autore su 581 canzoni (validi fino a 70 anni dalla morte dell’autore, ovvero fino al 2082), dall’abitazione di 2400 metri quadrati in via D’Azeglio, 15 a Bologna, dalle ville in Sicilia e alle isole Tremiti. Non essendoci volontà testamentarie la sua eredità viene divisa tra i suoi cinque cugini, (quarto grado di parentela).

Ad oggi parte del patrimonio è andato venduto tranne la casa di Bologna sede della “Fondazione Lucio Dalla” che ha come obiettivo principale quello di valorizzare l’esperienza e il patrimonio culturale dell’artista.

Il 3 marzo 2003 scompare Goffredo Petrassi,”maestro delle colonne sonore”

Muore a Roma Goffredo Petrassi, musicista e maestro di un’intera generazione di compositori, fra cui anche Ennio Morricone. Produce musica da camera, vocale, orchestrale e colonne sonore di numerosi film tra cui “Riso Amaro” e “Cronaca familiare”.

Durante la sua vita ottenne numerosi riconoscimenti internazionali: fu nominato socio della Akademie der Künste di Berlino, della Académie Royale de Belgique, dell’American Academy and Institute of Arts and Letters di New York, dell’American Academy of Arts and Sciences di Boston, della Bayerische Akademie di Monaco di Baviera e dell’Academia Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires.

Gli furono inoltre conferite le lauree Honoris Causa dall’Università degli studi di Bologna e dall’Università degli studi di Roma “La Sapienza” nonché il Premio Prince Pierre de Monaco a Montecarlo ed il Premio Internazionale “Antonio Feltrinelli” dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

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Il 2 marzo 1931 nasceva Mikhail Gorbaciov “l’uomo della svolta”

Il 2 marzo 1931 nasceva Mikhail Gorbaciov “l’uomo della svolta”Nasce in un villaggio nel sud della Russia.

Da studente, s’iscrive al Partito Comunista dell’Unione Sovietica e fa carriera velocemente. Nel 1985 è segretario generale, l’incarico più alto nella gerarchia del partito e del paese.

È Gorbaciov ad avviare la stagione del rinnovamento dell’Unione Sovietica, caratterizzata dalle parole d’ordine “Glàsnost” (trasparenza) e “Perestròika” (ristrutturazione). Lanciate durante il XXVII congresso del Partito diventano presto il simbolo della volontà di porre fine alla guerra fredda e alla corsa agli armamenti tra Unione Sovietica e Stati Uniti.

Rassegna le sue dimissioni da Capo dello Stato il giorno di Natale del 1991: poche settimane prima, l’8 dicembre 1991 i capi dei 3 maggiori stati sovietici ( Russia, Ucraina e Bielorussia) hanno firmato il trattato che sancisce la fine dell’Unione Sovietica.

Michail Sergeevič Gorbačëv, spesso traslitterato anche come Mikhail Gorbachev o Gorbaciov, è un politico sovietico, per la sua politica, fu insignito nel 1989 della Medaglia Otto Hahn per la Pace e, nel 1990, del Nobel per la pace.

Attualmente è l’unico ex-segretario del PCUS ancora vivente. 

fonte e foto web

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