ACIREALE, “LE GIORNATE DELLA CULTURA”. DUE APPUNTAMENTI DEDICATI AGLI APPASSIONATI DEL FUMETTO CON DON ALEMANNO E LELIO BONACCORSO

Acireale – Arrivano due appuntamenti imperdibili per gli appassionati del fumetto, organizzati da Etna Comics con il Comune di Acireale. I due eventi sono inseriti nel cartellone de Le Giornate della Cultura promosso dall’Assessorato al Turismo e alle Attività Culturali.

In prima linea ci saranno gli studenti delle scuole superiori acesi.

Venerdì 17 marzo

Ore 10.00 -Liceo Archimede – Acireale

Presentazione del fumetto “EXODUS”. Sarà presente l’autore ALESSANDRO MEREU – cantante, fumettista e blogger. Dal 2012 è autore del fumetto online JENUS DI NAZARETH, sotto lo pseudonimo di Don Alemanno.

Exodus, ultima produzione di Don Alemanno, edita da Magic Press, è il nuovo capolavoro del disegnatore sardo ambientato in Sicilia.

Una graphic novel con la quale Don Alemanno ha voluto dare una svolta alla propria narrazione fumettistica: si tratta infatti di una storia autoconclusiva, con una sceneggiatura fruibile anche da chi non ha mai letto la precedente produzione dell’autore. In quest’opera il Don affronta la più grande delle sfide che possano presentarsi ad un autore satirico, quella cioè di trattare argomenti generalmente considerati “forti”, come il radicalismo islamico, la guerra e il dramma dei profughi, senza abbandonare l’ironia pungente, per non dire sfacciata, propria del suo approccio al racconto.

In Exodus, un Gesù “rispedito” tra gli uomini per la seconda volta batte la testa e perde la memoria: ha tutti i poteri di Gesù, ma non ricorda di esserlo. Ripescato da una nave carica di profughi, viene convinto dal resto dei passeggeri di essere un profugo egli stesso. Tornato sulla Terra come ultimo tra gli ultimi, vivrà sulla propria pelle la situazione di migrante, tra centri di accoglienza militarizzati e direttive europee che considerano i profughi come un dato statistico.

Per portare a termine la sua opera, Don Alemanno ha visitato l’isola di Lampedusa, intervistando i ragazzi ospiti del CARA, gli abitanti, le forze dell’ordine che vivono ogni giorno a stretto contatto il dramma dei rifugiati. Exodus è il racconto di un’esperienza assolutamente realistica, a partire dai luoghi in cui le vicende sono ambientate (Lampedusa, il Canale di Sicilia, Catania) fino a svelare un inaspettato “dietro le quinte” del fenomeno accoglienza, spesso ignoto all’opinione pubblica e mai raccontato dai mass media.

Subire sulla propria pelle una situazione di guerra e fuggire da essa può fare uscire i lati più bestiali dell’animo umano, anche quando la circostanza richiederebbe una risposta di condivisione e solidarietà. Tutti questi aspetti emergono dalla graphic novel di Don Alemanno, con il preciso obiettivo di offrire una percezione, il più possibile realistica, di quello che è diventato a tutti gli effetti l’Esodo Biblico dei nostri giorni.

Exodus vanta tra i disegnatori che hanno collaborato anche il catanese Diego Fichera, scelto per realizzare le tavole di Jenus sull’isola.

Sabato 18 marzo

Ore 17.30 –Antisala Consiliare Palazzo di Città – Acireale

Inaugurazione della mostra “LA MAFIA RACCONTATA AI RAGAZZI” di Lelio Bonaccorso

Interverrà Lelio Bonaccorso – fumettista, illustratore e insegnante. Ha pubblicato su Corriere della Sera, L’Unità, la Gazzetta dello Sport e Wired, partecipato a diversi festival del fumetto con esposizioni personali e collettive e raggiunto risonanza all’estero pubblicando anche in diversi stati europei, nel Nord America e in America latina. E’ anche docente alla scuola del fumetto di Palermo e Messina.

“Legalità, un termine che ogni giorno riempie le pagine dei quotidiani e i servizi dei notiziari.

Spesso sull’argomento si frappone un filtro fra la gente e i mezzi di comunicazione di massa, un velo che non ci consente di percepirne tutte le sfumature. Quando dal complesso mosaico della rappresentazione dei fatti resta fuori qualche tassello, tocca allora alla potenza evocativa dell’arte visiva aggiungere nuovi pezzi. Ed ecco che l’occhio percepisce quelle sfumature

non colte prima. Arte che trova alcune delle sue forme più comunicative nell’illustrazione e nel fumetto, linguaggi la cui immediatezza giunge all’adulto così come al bambino.

La mostra “la mafia raccontata ai ragazzi” propone una panoramica della produzione artistica di

Lelio Bonaccorso, disegnatore messinese, che ha saputo tradurre in immagini temi drammatici che

non smettono mai di essere attuali: la mafia già tristemente nota e le nuove mafie dell’immigrazione. Spesso in collaborazione con il suo sodale Marco Rizzo, sceneggiatore trapanese, ha dato vita a graphic novel come Peppino Impastato – un giullare contro la mafia e Chi si ricorda di Nino Agostino? oltre a libri illustrati come La Mafia spiegata ai bambini e L’immigrazione spiegata ai bambini.

Il tratto personale e raffinato di Lelio Bonaccorso è al servizio di temi forti, affrontati stilisticamente a volte con la durezza che la cronaca impone, a volte con la delicatezza necessaria ai bambini per elaborare concetti “adulti”. Un’abilità non comune che contraddistingue da sempre la produzione artistica dei due autori. Tutte opere che confermano ancora una volta che la Sicilia è sì terra di forti contrasti ma anche terra dove l’arte continua incessantemente a comunicare e a incantare”.

“LA MAFIA RACCONTATA AI RAGAZZI – graphic novel e illustrazioni su legalita e immigrazione-“ ad Acireale al Palazzo di Città, in Antisala Consiliare sarà aperta tutti i giorni dal 18 marzo al 3 aprile h. 9.30/12:30 – 16:30/19:30.

pieghevole Mostra

U.S. Licia Castorina

 

 

Il 4 Marzo 1943 nasceva Lucio Dalla il cantautore eclettico

Lucio Dalla nasce a Bologna il 4 marzo 1943 “il cantautore eclettico”, musicista cantautore e attore italiano, di formazione jazz è stato uno dei più importanti e innovativi cantautori italiani.

Alla ricerca costante di nuovi stimoli e orizzonti, si è addentrato con curiosità ed eclettismo nei più svariati generi musicali, collaborando e duettando con molti artisti di fama nazionale e internazionale.

Autore inizialmente solo delle musiche, si è scoperto in una fase matura, anche paroliere e autore dei suoi testi.Nell’arco della sua lunghissima carriera, che ha raggiunto i cinquant’anni di attività, ha sempre suonato il pianoforte il sassofono e il clarinetto strumenti, questi ultimi due, da lui praticati fin da giovanissimo.

La sua copiosa produzione artistica ha attraversato numerose fasi: dalla stagione beat alla sperimentazione ritmica e musicale, fino alla canzone d’autore arrivando a varcare i confini dell’opera e della musica lirica.

Conosciuto anche all’estero, alcune delle sue canzoni sono state tradotte e portate al successo in numerose lingue.

Muore a Montreux il 1 Marzo del 2012 colto da un infarto, sulla lapide è incisa l’ultima frase della sua canzone “Cara“: “Buonanotte, anima mia, adesso spengo la luce e così sia”.

Lucio Dalla lascia un ingente patrimonio stimato in circa 100 milioni di euro e composto dai diritti d’autore su 581 canzoni (validi fino a 70 anni dalla morte dell’autore, ovvero fino al 2082), dall’abitazione di 2400 metri quadrati in via D’Azeglio, 15 a Bologna, dalle ville in Sicilia e alle isole Tremiti. Non essendoci volontà testamentarie la sua eredità viene divisa tra i suoi cinque cugini, (quarto grado di parentela).

Ad oggi parte del patrimonio è andato venduto tranne la casa di Bologna sede della “Fondazione Lucio Dalla” che ha come obiettivo principale quello di valorizzare l’esperienza e il patrimonio culturale dell’artista.

Il 22 febbraio 1987 scompare Andy Warhol icona del pop americano

Muore a New York Andy Warhol, figura di spicco della pop art americana.

Figlio di immigrati slovacchi rivela subito un grande talento grafico e si afferma nel mondo della pubblicità newyorkese lavorando in riviste come Vogue e Glamour .

Le sue opere più famose sono diventate delle icone: Marilyn Monroe, Mao Zedong, Che Guevara ripetute tante volte così come i marchi di grande consumo: Coca Cola, Campbell’s o i detersivi Brillo. Nella sua “factory”a New York ospita artisti come: Jean-Michel Basquiat, Francesco Clemente, Keith Haring.

Prima di morire aveva appena finito di realizzare “Last Supper” un’ultima cena ispirata a Leonardo da Vinci.

Andy Warhol, nato Andrew Warhola Jr. è stato un pittore, scultore, regista, produttore cinematografico, direttore della fotografia, attore, sceneggiatore e montatore statunitense, figura predominante del movimento della Pop art e tra gli artisti più influenti del XX secolo.

fonte e foto web

Acireale Carnevale 2017: Il fine settimana “E’ un tripudio di luci, coriandoli, di una folla oceanica festante, che percorre le vie della città”

Acireale Carnevale 2017 – E’ un tripudio di luci, coriandoli, di una folla oceanica festante, che percorre le vie della città.

Lo abbiamo  percepito sin da sabato, ancor prima di consegnare le chiavi della città a Re Burlone, che nell’aria oltre che l’attesa per la kermesse più importante dell’anno, c’era qualcosa di nuovo, una programmazione capillare basata sull’esperienza del presidente della fondazione Antonio Belcuore, che ha lavorato nell’ombra, che ha rilasciato pochissime dichiarazioni , e, che anche in Consiglio Comunale aveva riferito il minimo indispensabile.

Il risultato di questo dico …non dico?  Un grande plauso, che incassa già in questo primo fine settimana. «Abbiamo creato un ponte sul lunedì delle giornate clou con una retrospettiva sulla tradizione delle macchine infiorate. Stimiamo di avere trecentomila visitatori e le nostre strutture ricettive sono piene per questo e il prossimo fine settimana e ne beneficiano anche le strutture delle città circostanti, – aveva dichiarato ieri il presidente Antonio Belcuore. I carri quest’anno sono delle vere opere d’arte con elementi innovativi che serviranno per l’avvenire e chi verrà ad Acireale non potrà non restare a bocca aperta”.

I carri allegorico grotteschi, infatti, non sono solo l’arte della cartapesta e i protagonisti principali del Carnevale, sono il risultato di una tradizione antica, dove la maestria degli artigiani è riuscita a sposare la tecnologia più sofisticata con luci e movimenti, che non si erano mai visti sino ad oggi, una parata che lascia i visitatori incantati.

«Ottima la prima» commenta il sindaco Roberto Barbagallo in un selfie su facebook insieme all’assessore al Turismo Antonio Coniglio.

Ottima  davvero , aspettando il divenire di una kermesse che nei prossimi giorni,  fino a martedì 28 febbraio. potrebbe rivelare altre soprese, passando agli annali della storia come tra quelle migliori.

Vi ricordiamo i carri in gara

Il pranzo è servito – Cantiere Scalia Fichera

Il carro denuncia la situazione politica italiana, che versa ormai in una situazione di totale confusione. Al centro Matteo Renzi ed Angelino Alfano intenti a consumare i risparmi degli italiani, mettendoli apparentemente in un grande salvadanaio a forma di Montecitorio. Nella parte anteriore del carro un corpo di ballo rappresenterà il popolo italiano in una festa danzante, illuso di una svolta economica che non arriverà mai e soprattutto ignaro del raggiro di cui è vittima.

La speranza è l’ultima a morire – Cantiere Ardizzone

In un periodo storico in cui sembrano esserci solo contraddizioni, crisi e minacce, questo carro vuole lasciare viva la speranza di un futuro migliore, lanciando un messaggio di ottimismo e non rassegnazione. Nel mito di Esiodo, l’apertura del vaso da parte di Pandora riversa sul mondo mali inimmaginabili, ma anche quando tutto si crede perduto sopravvive la speranza, raffigurata da una fenice. È proprio la speranza a dare la forza all’essere umano per andare avanti e progettare un futuro migliore.

Acque bollenti – Cantiere Gapass

È la tematica ambientale, ed in particolare quella della salute del nostro mare, a prevalere in questo carro che raffigura un acquario tropicale contenente varie specie. Al centro spicca un gigantesco pesce leone con le sue striature, i suoi colori e l’incredibile sviluppo delle sue pinne che ne fanno un animale affascinante. Dietro questo esemplare si nasconde però un’insidia, infatti il pesce leone è divenuto in questi anni il simbolo del surriscaldamento dei mari, grazie alla sua capacità di adattarsi a nuovi mari, nuovi fondali e soprattutto alla sua massiccia diffusione che mette a repentaglio gli ecosistemi marini in cui avviene la migrazione. La responsabilità però non è che dell’uomo, reo di inquinare il suo stesso pianeta. Allora il pesce leone si trasforma in simbolo di pace e di unione che accomuna tutti i popoli del mondo, chiamati a salvare l’umanità dai pericoli che essa stessa genera.

Buon appetito – Cantiere Mario Scan

L’opera si fa carico del problema sempre più drammatico dell’inquinamento del sottosuolo, fonte di denaro per le organizzazioni criminali e di problemi di salute per gli esseri viventi. Ci spinge a riflettere su ciò che stiamo perdendo e sugli effetti che l’inquinamento produce nel cibo che ogni giorno consumiamo. Gli ortaggi presenti sul carro, carichi di sostanze tossiche, esprimono il loro dissenso nei confronti dell’agire umano incurante dei problemi del sottosuolo, denunciando le ricadute sulla qualità di ciò che mangiamo. Dunque, buon appetito.

OGM: il frutto del denaro – Cantiere Principato Mario

Diverse sono le figure interessanti di questo carro, che tratta un tema ambientale molto attuale: le conseguenze degli OGM e dell’utilizzo di diserbanti altamente inquinanti nei nostri terreni. La spaesata figura di uno spaventapasseri, capace di proteggere il campo dall’attacco degli uccelli, ma non dall’avarizia e dall’incoscienza dell’uomo, è un impotente spettatore dell’invasione del glifosato, un diserbante tossico prodotto dalla multinazionale Monsanto Company, rappresentata alle sue spalle da un mietitore che inquina i campi con i suoi prodotti, mentre davanti, in primo piano, nulla può fare il povero contadino siciliano minacciato dai due loschi figuri al suo fianco. Un augurio di speranza si innalza però dal retro del carro in cui una cassetta di ortaggi e frutta locali e genuini rappresenta la grande ricchezza della nostra terra, che bisogna proteggere dagli speculatori.

Imperfetta meraviglia (secondo i carristi), Cantiere Scalia Fichera

Il magico incontro tra Sole e Luna che si uniscono in un abbraccio rappresenta in questo carro il coronamento di un amore ritenuto quasi impossibile e osteggiato da varie parti. Su questo si basa la metafora con la questione delle coppie di fatto, che si vedono negare i propri diritti da una mentalità che non è pronta ad accettarle e dalle istituzioni che rimangono inerti di fronte alle loro richieste. Eppure, questi amori resistono e coraggiosamente fanno sentire la propria voce: l’associazione rappresenta la loro storia augurandosi che la questione possa al più presto trovare una conclusione.

Terra mia  – Cantiere Cavallaro

La Sicilia, meta di turisti e viaggiatori, amata in tutto il mondo per le meraviglie che la rendono famosa: la sua natura, i suoi profumi, i suoi sapori e la sua mitologia. Eppure, i Siciliani conoscono bene i problemi che devono affrontare quotidianamente, tuttavia, animati dalla forza che li contraddistingue, continuano a non arrendersi e a reagire davanti a tutte le difficoltà. A sostenerli in questa impresa la loro passionalità, simboleggiata dalla storia d’amore tra Aci e Galatea, tormentati dal Ciclope Polifemo, ma anche la prosperità e la fertilità della loro Terra, rappresentata dalla Trinacria e, soprattutto, la potenza del vulcano Etna e del dio Poseidone, immagine di un popolo che rimane coraggioso e forte anche nei momenti più difficili.

Furores – Cantiere Messina

Le minacce terroristiche, l’immigrazione clandestina, gli episodi di violenza, simboleggiati dai tre grandi leoni in primo piano, sono solo alcune delle paure che colpiscono il popolo italiano, che, dall’altro lato, non trova sostegno nemmeno nell’Unione Europea di cui fa parte, troppo intenta a dettare regole e leggi e lontana dai problemi dei sui cittadini, di cui invece si fa beffa. L’unica speranza per la nostra nazione diventa quella di ritornare alle origini della propria storia, simboleggiata dalla figura di un generale romano, che, voltandosi, svelerà il viso del Presidente Sergio Mattarella, unico in grado di dare forza ai suoi concittadini. Questi, infatti, stufi delle continue prese in giro, si rivolgono alla figura mitologica della Bocca della Verità, che secondo la leggenda mangiava la mano di chi testimoniava il falso, per riaffermare il valore dell’onestà.

Inoltre, “l’ XXI concorso dei carri in miniatura”, in corso Umberto 188, e la mostra dei bozzetti dei carri del Carnevale, della storia del Carnevale e dei disegni su cartolina postale, in piazza Duomo 16, che resteranno aperte ai visitatori durante tutto il periodo del Carnevale.

As

Il 17 febbraio 1673 muore a Parigi “Moliere”

Muore a Parigi  Jean-Baptiste Poquelin, meglio conosciuto come Molière.

Grande commediografo e attore teatrale francese.

L’ autore de “L’Avaro”, “Il Misantropo”, “La scuola delle moglie”, “Gli importuni”, muore di tubercolosi poco dopo aver abbandonato la scena della sua ultima, grande opera: “Il malato immaginario”.

A causa dei pregiudizi contro i “commedianti”, considerati artisti di serie inferiore, l’Accademia di Francia accoglie Molière fra gli “immortali” solo dopo la sua morte.

fonte e foto web

Il 15 febbraio 1898 nasceva il principe Antonio De Curtis in arte “Toto”

Nasce a Napoli il 15 febbraio 1898, il principe Antonio de Curtis, nome d’arte Totò.

Tra i più grandi attori comici italiani, intraprende la carriera teatrale nel varietà. Trasferitosi a Roma, conosce il successo: il suo personaggio, quasi una marionetta in bombetta e tight, diviene presto popolare.

Nel 1947, Totò sfonda anche nel cinema con “I due orfanelli”. Inizia per lui una nuova vita professionale, che lo porterà a essere protagonista di quasi un centinaio di film.

Totò, pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio,, è stato un artista italiano, soprannominato «il principe della risata», è considerato, anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani. Si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere, cantante.

Muore a Roma il 15 Aprile 1967.

il 13 febbraio 1883 muore Riccardo Wagner con lui “la potenza dell`Opera introspettiva

Muore a Venezia Wilhelm Richard Wagner compositore, poeta, librettista, regista teatrale, direttore d’orchestra e saggista tedesco.

Nato a Lipsia nel 1813, a 16 anni assiste a una rappresentazione del “Fidelio”, e da quel momento decide di dedicare la sua vita alla musica. Intraprende gli studi di composizione e diventa direttore musicale dei teatri di Wurzburg, Magdeburg e Königsberg.

Nel 1849, Wagner viene arrestato per aver partecipato ai moti rivoluzionari. Riesce a sfuggire alla condanna a morte e ripara a Zurigo fino all’amnistia.

Nel 1852 inizia a lavorare al suo capolavoro “L’anello dei Nibelunghi”, un dramma teatrale suddiviso in 4 parti. Tra le sue opere più conosciute “Lohengrin”, “Tristano e Isotta”, “I maestri cantori di Norimberga”, e “Parsifal”.

Wagner è riconosciuto come uno dei più importanti musicisti del romanticismo nonché di ogni epoca., noto per la riforma del teatro musicale. Diversamente dalla maggioranza degli altri compositori di opera lirica, scrisse sempre da sé il libretto e la sceneggiatura per i suoi lavori (autodidatta).

Le composizioni di Wagner, in particolare quelle del suo ultimo periodo, sono rilevanti per la loro tessitura contrappuntistica, il ricco cromatismo, le armonie, l’orchestrazione e per l’uso della tecnica del Leitmotiv : temi musicali associati a persone, luoghi o sentimenti, ed inoltre fu il principale precursore del linguaggio musicale moderno: l’esasperato cromatismo del Tristano avrà infatti un effetto fondamentale nello sviluppo della musica classica.

fonti e foto web

Acireale, Coriandolata: Tutte le domeniche di febbraio sono dedicati ai “Laboratori per i bambini”

Acireale – L’associazione Coriandolata dedicherà, tutte le domeniche di febbraio a partire dalle 17, ai più piccoli, ha infatti allestito un laboratorio presso il Centro Commerciale “Ciclope” dove potranno cimentarsi in questa nuova ‘arte effimera’ con l’utilizzo dei coriandoli.

«Il nostro Febbraio lo dedichiamo ai bambini – fanno sapere dall’associazione- e a quanti di loro avrebbero voluto darci una mano nei nostri mosaici e non hanno potuto farlo. La Coriandolata affascina e soprattutto diverte, lo diciamo con cognizione di causa dopo aver visto decine e decine di bambini affollare il primo laboratorio gratuito a loro dedicato. Tutte le domeniche di questo mese a partire dalle 17:00 potrete trovarci al centro commerciale Ciclope per sporcarci con sabbia vulcanica, colla e coriandoli. Non utilizziamo il termine sporcarci a sproposito: l’incontenibile gioia dei più piccoli ha avuto tra le vittime il suolo del centro commerciale, ma a noi pulire non costa sforzi dopo una giornata insieme a loro. Vogliamo trasmettere la passione per questa tecnica unica al mondo nel campo delle arti effimere; vogliamo riprendere consapevolezza di ciò che caratterizza la nostra terra: la sabbia del nostro vulcano, il coriandolo monocolore tipico della città di Acireale; vogliamo vedere crescere insieme a noi i “posatori” di domani perché il nostro domani ha già un percorso chiaro e già solcato dall’infiorata di Noto. Alla loro manifestazione ci siamo ispirati la scorsa estate, realizzando il mosaico di coriandoli e sabbia vulcanica in una sola notte e per noi domani significa coinvolgere i cittadini, entusiasmare i più piccoli e trasformare la “Coriandolata” in un simbolo per Acireale. Con i sogni ci siamo spinti un po’ più in là di questi laboratori, ma per il momento, l’unica cosa che conta è vederli divertire e sporcarsi con sabbia vulcanica, colla e coriandoli.Per rimanere aggiornati sulle nostre iniziative».
vi invitiamo a visitare le nostre pagine online

http://coriandolata.it/
https://www.facebook.com/coriandolata/…

Il 7 febbraio 1812 nasce Charles Dickens “lo scrittore del romanzo sociale”

Nasce in una famiglia londinese benestante, Charles Dickens.

A causa di un improvviso rovescio finanziario del padre, è costretto, ad appena 12 anni, ad andare a lavorare in fabbrica.

Questa esperienza, che segna la sua vita, è presente nei suoi lavori “Davide Copperfield” e “Oliver Twist”.

Nel 1838, Dickens pubblica il suo primo romanzo “Il circolo Pickwick”, che riscuote un enorme successo. Nel 1859, Dickens fonda il periodico “All the Year Round”, che vende la cifra record di 10 mila copie.

Charles John Huffam Dickens è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico. Noto tanto per le sue prove umoristiche quanto per i suoi romanzi sociali, è considerato uno dei più importanti romanzieri di tutti i tempi, nonché uno dei più popolari.

Lo scrittore britannico muore il 9 giugno 1870.

fonte e foto web

Il 5 febbraio Catania festeggia la sua patrona “S.Agata”

Sant’Agata il cui nome in greco Agathé, significava buona, fu martirizzata verso la metà del III secolo, alcuni reperti archeologici risalenti a pochi decenni dalla morte, avvenuta secondo la tradizione il 5 febbraio 251, attestano il suo antichissimo culto.

Agata nacque nei primi decenni del III secolo (235?) a Catania da una nobile famiglia di fede cristiana;  la Sicilia, come l’intero immenso Impero Romano era soggetta in quei tempi alle persecuzioni contro i cristiani.

Nel III secolo, l’editto dell’imperatore Settimio Severo, stabilì che i cristiani potevano essere prima denunciati alle autorità e poi invitati ad abiurare in pubblico la loro nuova fede. Se essi accettavano di ritornare al paganesimo, ricevevano un attestato (libellum), che confermava la loro appartenenza alla religione pagana, in caso contrario se essi rifiutavano di sacrificare agli dei, venivano prima torturati e poi uccisi.

Era un sistema spietato e calcolato, perché l’imperatore tendeva a fare più apostati possibile che martiri, i quali venivano considerati più pericolosi dei cristiani vivi.

Nel 249 l’imperatore Decio, fu ancora più drastico; tutti i cristiani denunciati o no, dovevano essere ricercati automaticamente dalle autorità locali, arrestati, torturati e poi uccisi.

In quel periodo Catania era una città fiorente e benestante, posta in ottima posizione geografica; il suo grande porto, costituiva un vivace punto di scambio commerciale e culturale dell’intero Mediterraneo. E come per tutte le città dell’Impero Romano, anche Catania aveva un proconsole Quinziano, uomo brusco, superbo e prepotente e circondato da una corte numerosa, dimorava nel ricco palazzo Pretorio con annessi altri edifici, in cui si svolgevano tutte le attività pubbliche della città.

Agata educata secondo la religione cristiana Cresciuta nella sua fanciullezza e adolescenza in bellezza, candore e purezza verginale,  quando giunse sui 15 anni, sentì che era giunto il momento di consacrarsi a Dio.   Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e durante una cerimonia ufficiale chiamata ‘velatio’, le impose il ‘flammeum’, cioè il velo rosso portato dalle vergini consacrate. abbigliamento che lascia supporre che fosse diventata diaconessa.

Vani furono i tentativi di Agata di sfuggire a Quinziano che vedendola si innamora di lei e se inizialmente tenta di rieducarla, vedendosi testardamente  rifiutato dalla giovane intenta contro di lei un processo fatto di interragotori e torture che culminano nello strappo dei seni con delle enormi tenaglie. Leggenda vuole che la fede risana i seni martoriati di agata che viene riportata a cospetto di Quinziano  Ormai Agata costituiva una sconfitta bruciante per Quinziano, che non poteva sopportare oltre, intanto il suo amore si era tramutato in odio e allora ordina che venga bruciata su un letto di carboni ardenti, con lamine arroventate e punte infuocate.

A questo punto, secondo la tradizione, mentre il fuoco bruciava le sue carni, non brucia il velo che lei portava; per questa ragione “il velo di sant’Agata” diventò da subito una delle reliquie più preziose; esso è stato portato più volte in processione di fronte alle colate della lava dell’Etna, avendo il potere di fermarla. 

 

fonte e foto web

 

 

 

Nacque nei primi decenni del III secolo a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede , significava buona, fu martirizzata verso la metà del III secolo, alcuni reperti archeologici risalenti a pochi decenni dalla morte, avvenuta secondo la tradizione il 5 febbraio 251, attestano il suo antichissimo culto.
Agata nacque nei primi decenni del III secolo (235?) a Catania; la Sicilia, come l’intero immenso Impero Romano era soggetta in quei tempi alle persecuzioni contro i cristiani, che erano cominciate, sia pure occasionalmente, intorno al 40 d.C. con Nerone, per proseguire più intense nel II secolo, giustificate da una legge che vietava il culto cristiano.
Nel III secolo, l’editto dell’imperatore Settimio Severo, stabilì che i cristiani potevano essere prima denunciati alle autorità e poi invitati ad abiurare in pubblico la loro nuova fede. Se essi accettavano di ritornare al paganesimo, ricevevano un attestato (libellum), che confermava la loro appartenenza alla religione pagana, in caso contrario se essi rifiutavano di sacrificare agli dei, venivano prima torturati e poi uccisi.
Era un sistema spietato e calcolato, perché l’imperatore tendeva a fare più apostati possibile che martiri, i quali venivano considerati più pericolosi dei cristiani vivi. Nel 249 l’imperatore Decio, visto il diffondersi comunque del cristianesimo, fu ancora più drastico; tutti i cristiani denunciati o no, dovevano essere ricercati automaticamente dalle autorità locali, arrestati, torturati e poi uccisi.
In quel periodo Catania era una città fiorente e benestante, posta in ottima posizione geografica; il suo grande porto, costituiva un vivace punto di scambio commerciale e culturale dell’intero Mediterraneo.
E come per tutte le città dell’Impero Romano, anche Catania aveva un proconsole o governatore, che rappresentava il potere decentrato dell’impero, ormai troppo vasto; il suo nome era Quinziano, uomo brusco, superbo e prepotente e circondato da una corte numerosa, con i familiari, un numero enorme di schiavi e con le guardie imperiali, dimorava nel ricco palazzo Pretorio con annessi altri edifici, in cui si svolgevano tutte le attività pubbliche della città.
Secondo la ‘Passio Sanctae Agathae’ risalente alla seconda metà del V secolo e di cui esistono due traduzioni, una latina e due greche, Agata apparteneva ad una ricca e nobile famiglia catanese, il padre Rao e la madre Apolla, proprietari di case e terreni coltivati, sia in città che nei dintorni, essendo cristiani, educarono Agata secondo la loro religione.
Cresciuta nella sua fanciullezza e adolescenza in bellezza, candore e purezza verginale, sin da piccola sentì nel suo cuore il desiderio di appartenere totalmente a Cristo e quando giunse sui 15 anni, sentì che era giunto il momento di consacrarsi a Dio. Nei primi tempi del cristianesimo le vergini consacrate, con il loro nuovissimo stile di vita, costituivano un’irruzione del divino in un mondo ancora pagano e in disfacimento.   ana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l’occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, l’accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la portassero al Palazzo pretorio. I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, l’uomo imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede: Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. Ma la giovane, dopo una visione, fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata, ma un forte terremoto evitò l’esecuzione. Il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove morì qualche ora dopo. Era il 251.
(Avvenire

Il 2 febbraio 1861 nasce a Philadelphia Il mecenate Guggenheim

Il 2 febbraio 1861 nasce a Philadelphia, Solomon Robert Guggenheim, che, dopo brillanti studi in Svizzera, costruisce, insieme ai fratelli, un impero finanziario fondato sul monopolio dell’industria estrattiva dell’oro e del rame.

Nel 1919 Guggenheim abbandona l’attività imprenditoriale e dedicandosi a collezionare opere d’arte. Nel 1937, Guggenheim fonda la Solomon R. Guggenheim Foundation, con lo scopo di promuovere iniziative a sostegno dell’arte moderna e contemporanea. Muore il 3 novembre del 1949.

Oggi, i musei Guggenheim, attivi nel mondo, sono 6, tra cui il Peggy Guggenheim di Venezia. Nel 2010, inaugurato un nuovo museo Guggenheim ad Abu Dhabi, negli Emirati Uniti.

fonte e foto web

Il 24 gennaio 1920 muore Amedeo Modigliani “Modì il maledetto”

Muore a Parigi il 24 gennaio 1920 Amedeo Modigliani “Modi’, il maledetto”. Affetto da tubercolosi, morì all’età di trentacinque anni. È sepolto nel cimitero parigino del Père Lachaise.

Nato a Livorno nel 1884, diventa presto l’allievo prediletto di Giovanni Fattori. Nel 1906 si trasferisce nella capitale francese conducendo una vita sregolata, che gli vale il soprannome. Tuttavia la sua sregolatezza non fu mai violenta né volgare, nonostante l’abuso di alcool e hashish.

Rapido ed abile nel ritrarre, nella sua carriera ‘’spoglia l’anima’’ a molti contemporanei come Pablo Picasso, Diego Rivera, Jean Cocteau.

Scrisse riferendosi a Picasso: ” “Il futuro dell’arte si trova nel viso di una donna… Picasso, come si fa l’amore con un cubo?”

Pittore e scultore italiano fu celebre per le sue figure femminili dai lunghi colli e dagli occhi losanga, in tutta la sua carriera dipinge soltanto quattro paesaggi.

fonte e foto web

I Re Magi tra religione, leggenda e astronomia

La storia dei re Magi ha origini antichissime proviene da terre lontane e ricche di tradizioni.

Nelle sacre scritture vengono menzionati molto raramente, solo il Vangelo di Matteo in soli 12 versetti, che però non ne cita né i nomi né la provenienza, genericamente vengono da Oriente.

Per acquisire notizie più dettagliate sui re magi bisogna cercare nei Vangeli apocrifi di origine siriaca, i cui contenuti però sono stati banditi dalla Chiesa cattolica, o nelle opere dal greco Erodoto dove si parla di re magi come i sacerdoti dei Medi.

Si trattava quindi di astronomi, indovini, o sacerdoti, ma non certamente di re, capaci di decifrare messaggi astrali di pianeti e congiunzioni. È da questa loro capacità quasi magica, di interpretare gli astri e la loro simbologia, che viene l’appellativo di Magi (maghi).

Furono guidati dalla stella cometa, ma anche sulla stella cometa sorgono molti dubbi, è stato stabilito infatti che nessuna stella cometa visibile ad occhio nudo si fosse avvicinata alla terra nell’anno uno, ma piuttosto come descrisse l’astrofisico Johannes von Kepler che si trattava della congiunzione astrale tra due pianeti Giove e Saturno in Pesci.  

Da qui l’interpretazione simbolica Giove simbolo della “regalità”. Saturno simbolo della “giustizia”. La costellazione dei Pesci era il simbolo della “casa di Davide” e quindi di Israele. La congiunzione era inoltre inizialmente visibile ad oriente, dove sorge il Sole e dove nasce la luce. L’avvenimento poteva quindi essere interpretato come: Un nuovo Re di giustizia sta nascendo in Israele.

Anche il fatto di essere in 3 è avvolto dal mistero. Il numero 3 è un numero con valenza sacra, e emergono in loro più etnie (caucasica, nera e indiana), più età (giovane, matura e anziana), diversi credo religiosi.

La vicenda dei tre re noti come Gasparre Melchiorre e Baldassarre è legata quindi a molti fattori religiosi innanzitutto, ma anche a credenze popolari di uomini che sapevano bene interpretare i segni del cielo.

Quella che comunemente conosciamo narra di tre re magi che seguendo una stella giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo, nella notte quindi tra il 5 ed il 6 gennaio portando in dono oro incenso e mirra; l’oro, il simbolo dell’essenza divina di Gesù, il Cristo re dell’universo, l’incenso, erba che veniva bruciata nei riti sacri e di culto, in questo caso celebrava l’adorazione per Gesù, ma ne sottolineava anche la caratteristica di Cristo-Sacerdote, cioè di tramite fra il Padre e gli uomini. E infine la mirra, una resina amara estratta da un albero, utilizzata negli unguenti per le cerimonie sacre dei morti, che sembra anticipare il sacrificio della passione e morte di Gesù.

 

(photo Adorazione dei re Magi Andrea Mantegna custodita al Getty Museum di Los Angeles)

 

il 4 Gennaio 1975 scompare Carlo Levi lo scrittore dei “Dimenticati”

Muore a Roma il 4 Gennaio 1975 Carlo Levi. Nato a Torino il 29 novembre 1902, laureato in medicina, amico di Piero Gobetti, Antifascista, alla vigilia della guerra in Etiopia, viene inviato al confino in provincia di Matera.

Da questa esperienza nasce la sua opera letteraria più celebre, “Cristo si e’ fermato a Eboli’’. – scrive – « Cristo è sceso nell’inferno sotterraneo del moralismo ebraico per romperne le porte nel tempo e sigillarle nell’eternità. Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli. » in queste frasi contenute nel romanzo, Levi denuncia le condizioni di vita disumane di quella popolazione contadina, dimenticata dalle istituzioni dello Stato, alle quali “neppure la parola di Cristo sembra essere mai giunta”.

Nel 1979, Francesco Rosi firma l’adattamento cinematografico del libro, interpretato da Gian Maria Volonté.

Carlo Levi è stato uno scrittore, pittore, politico e antifascista italiano, tra i più significativi narratori del Novecento, di lui si ricordano anche – “Le parole sono pietre” del 1955 sui problemi sociali della Sicilia (vincitore nel 1956 del Premio di Viareggio), “Il futuro ha un cuore antico” (1956), Tutto il miele è finito (1965 ), e “L’orologio”, pensosa e inquieta cronaca degli anni della ricostruzione economica  italiana.

 

(fonte e foto web)

1 2 3 8